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Testa del Leone e scoglio del Raviolo

Questa immersione deve la sua fama negli ultimi anni ad alcuni grossi esemplari di cernia bruna, tra i primi ad essere stati ammirati dai sub grazie all'abolizione della pesca subacquea. Una meravigliosa parete, che cade vertiginosamente dalla superficie a oltre 30 metri di profondità, ospita particolari concentrazioni di gorgonie e corallo rosso permettendone la visione ai subacquei che non intendono spingersi a quote eccessive.

 

A ventisei metri in una profonda spaccatura una piccola sorgente d'acqua dolce è tana di un astice, scorfani e musdee oltre a nascondere una rara colonia di corallo rosa, una variante albina del Corallium rubrum.
Continuando in direzione di levante la parete è interrotta da una piccola franata composti di grossi massi colonizzati dalle gorgonie rosse (Paramuricea clavata) e dai madreporari solitari gialli (Leptosamia pruvoti) per poi ergersi nuovamente dal fondale e formare due interessanti cavità intorno ai 32 metri dove spesso trovano rifugio squali gattuccio (Scyliorhinus canicula), musdee (Phycis phycis), e diversi crostacei come piccole aragoste ( Palinurus elephas), parapandali (Plesionika narval), granchi facchino (Dromia personata) e galatee (Galathea strigosa).

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Concludendo l'immersione si può visitare un'ampia caverna a circa 6 metri sotto la superficie, dove è presente un'altra sorgente sotterranea di acqua dolce che scorre sulla roccia senza mischiarsi a quella salata, se ne può notare infatti il netto taglio, chiamato aloclino, determinato dall'incontro delle due diverse composizioni e temperature. La temperatura della sorgente, costante per tutto l'anno, è circa 16°, pertanto risulta calda d'inverno quando la temperatura del mare scende fino ad un minimo di 12°/13° e fresca nei mesi più caldi.
All'ingresso della cavità si trovano colonie di Eunicella cavolini, spirografi, colonie di madrepore incrostanti e a cuscino (Cladocora cespitosa), mentre nelle zone meno raggiungibili fanno capolino un grongo e una musdea.

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