calendario immersioni

< Settembre 2010 >
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30      

contatto rapido

Diving             +39 0185 280791
Cellulare        
+39 348 1508600
mail:  info@portofinodivers.com
iChat: portofinodivers@mac.com

Immersioni > Immersioni Tecniche > La Costa > La secca di Punta Chiappa

La secca di Punta Chiappa

Corallium rubrum
corallo rosso

Chi si è immerso a Punta Chiappa, spingendosi sino alla grotta dei gamberi, in condizioni di buona visibilità, avrà sicuramente notato e magari in parte esplorato, la grande secca davanti alla parete con la quale forma uno dei più suggestivi canion del Promontorio. Questa era ben conosciuta ai pionieri che solevano scendere sull'imponente secca Isuela per compiere la spettacolare attraversata Isuela-Chiappa, infatti tenevano come riferimento per la direzione questa secca più piccola, che costituiva l'ultima tappa prima di effettuare la risalita sulla dorsale di Punta Chiappa. 

 

Il cappello della secca si trova a circa 32 metri e tutt'intorno la profondità massima è compresa tra i 48 e i 52 metri, è attraversata da profonde spaccature ricche di corallo di rispettabili dimensioni dove trovano rifugio musdee, crostacei, gronghi, murene e talvolta dei gattucci, come dimostrano le molteplici uova attaccate ai grandi ventagli di Paramuricee.

Sulla sommità della secca è facile incontrare dentici e altro pesce di passo. In caso di ottima visibilità, dal versante più a sud, si distingue la sagoma dell'isuelita.

Il fondo melmoso, che crea il canion con la parete di Punta Chiappa, è cosparso di gorgonie bianche (Eunicella Verrucosa) mentre le rocce che la contornano sono disseminate di spugne arancioni a canna (Axinella Cannabina) che sembrano tremolare quando sollecitate dalla corrente.

Continuando verso ponente sulla batimetrica dei 45 metri, si incontrano vari massi isolati, proprio in corrispondenza della punta estrema che forma questa lingua di roccia, che costituisce appunto Punta Chiappa. Queste grandi rocce sparse, forse proprio per questo motivo, sono diventate l'unico appiglio per l'attecchimento di vari organismi marini, creando delle piccole oasi ricche di vita mediterranea sulle quali enormi aragoste troneggiano spavalde. 

A questo punto il ritorno è d'obbligo, in quanto il fondale prosegue verso la zona di ormeggio di Porto Pidocchio e della vecchia Tonnara di Camogli, inoltre non è da perdere, durante le prime tappe della risalita, una parte della parete di Punta Chiappa, completamente ricoperta di splendido corallo rosso e grossi nudibranchi, che si interrompe per dare l'accesso alla suggestiva grotta dei gamberi per poi continuare e andare a morire verso levante. 

Torna