Chi si è immerso a Punta Chiappa, spingendosi sino alla grotta dei gamberi, in condizioni di buona visibilità, avrà sicuramente notato e magari in parte esplorato, la grande secca davanti alla parete con la quale forma uno dei più suggestivi canion del Promontorio. Questa era ben conosciuta ai pionieri che solevano scendere sull'imponente secca Isuela per compiere la spettacolare attraversata Isuela-Chiappa, infatti tenevano come riferimento per la direzione questa secca più piccola, che costituiva l'ultima tappa prima di effettuare la risalita sulla dorsale di Punta Chiappa.
Il cappello della secca si trova a circa 32 metri raggiungendo una profondità massima tutt'intorno compresa tra i 48 e i 52 metri, è attraversata da profonde spaccature ricche di corallo di rispettabili dimensioni dove trovano rifugio mostelle, crostacei, gronghi, murene e talvolta dei gattucci, prova ne sono le molteplici uova attaccate ai grandi ventagli di Paramuricee, sul fondo melmoso si notano isolate le gorgonie bianche (Eunicella verrucosa), mentre sulla roccia spiccano le spugne arancioni a canna (axinella cannabina).
In caso di buona visibilità, dal versante più a sud , possiamo distinguere la sagoma dell'isuelita. Sulla sommità della secca è facile incontrare dentici e altro pesce di passo.