La punta del faro di Portofino è uno degli ambienti più suggestivi di tutto il promontorio, spesso è investita da forti correnti che ne impediscono l'esplorazione e ne riducono la visibilità sollevando sospensione dal fondo fangoso; ma quando le condizioni permettono di visitarla ci si rende subito conto di quanto questo ambiente sia vario.
Partendo da pochi metri sotto costa, l'immensa dorsale forma pareti e terrazze in una costante discesa verso i 50 metri, dove termina, con l'alternarsi di grandi scogli a guglia, fino a superare i 70 metri.
Il paesaggio è incantato, le gorgonie rosse prevalgono su quelle gialle mano a mano che si scende in profondità, qui ogni angolo della roccia è conteso tra gli enormi ventagli e le protuberanti spugne della specie Aplysina Aerophoba, mentre sul fondo sono in ordine sparso splendide colonie di Eunicella Verrucosa e di Leptogorgia Sarmentosa. Grandi ricci melone sono presenti in quantità.
I giganteschi gronghi sembrano essere i placidi custodi di questa area, dividendo le tane con grandi murene e musdee, anche grossi polpi abitano la zona in determinati periodi dell'anno, lasciando impressionanti cumuli di pietre come prova dei loro insediamenti.
Alle pendici della dorsale, a circa 62 metri di profondità, troviamo una rarissima concentrazione di oltre 20 colonie di falso corallo nero ( Gerardia Savaglia ) di notevoli dimensioni che sono diventate un interessante oggetto di studio da parte dell'Università di Genova.
Nella giusta stagione si è investiti da branchi di ricciole che, incuriosite dalle bolle, circondano i subacquei compiendo splendide evoluzioni.
Da qui, con l'ausilio dei mezzi di propulsione subacquea o DPV, è facile
spingersi vicino alla soglia dei 70 metri fino a raggiungere un sistema
di secche e dorsali più isolate dove il corallo rosso (corallium
rubrum) e il corallo nero (Anthipates Subpinnata) sono i protagonisti
assoluti.
E' un posto poco conosciuto perché occorre attraversare una distesa di detrito per raggiungerlo, la fatica sarà premiata alla vista di un primo imponente scoglio dalla forma singolare, completamente ricoperto di gorgonie e ricco di rami di corallo di notevoli dimensioni che testimonia perche questo posso fosse così rinomato tra i corallari negli anni '70 che, purtroppo, ne fecero incetta.
Procedendo verso ponente incontriamo un altro gigantesco scoglio fatto a colonna, che si erge da un fondale di circa 58 metri per toccare i 47 metri ed è completamente ricoperto da magnifici ventagli di Paramuricea Clavata, mentre gli spessi rami di corallo rosso ne colmano ogni fessura.
Da qui è facile accorgersi della presenza verso il largo di una cresta che sale dal fondo di alcuni metri formando un piccolo canale con il lato più a sud dello scoglio, dove, alcune bellissime gorgonie bianche crescono approfittando del maggior effetto della corrente, efficace mezzo di trasporto di sostanze nutritive.
Non è raro vedere esemplari di stella gorgone (Astrospartus mediterraneus) servirsi dei gorgonacei per elevarsi dal fondo e mettersi così in una posizione privilegiata per intercettare minuscoli organismi plantonici.
Attraversato lo stretto canale si giunge sulla cresta della dorsale a 55 metri e ci si rende subito conto che precipita quasi verticalmente verso il mare aperto incontrando il fondo a 68 metri dove alcuni resti di manufatti ci fanno pensare ad un antico naufragio.
La risalita e la relativa decompressione si compie, alle varie quote, tutto intorno ai massi che, accatastati sulla dorsale arrivano fino ad una profondità di circa 10 metri e anche qui per la densità e varietà di pesce presente, si rimane impressionati dalla bellezza di questo luogo.