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La maggior parte dei subacquei che hanno visitato il Promontorio conoscono la famosa secca Isuela, molti di questi si sono spinti lungo le sue pendici fino a vederne le radici, ma pochi hanno ammirato interamente i suoi contorni lungo il fondale ed esplorato la sorella minore di questa secca, l'Isuelita.
Programmando una permanenza sul fondo di almeno 25/30 minuti possiamo circumnavigare l'intera Isuela e ammirare le meraviglie che nasconde alle quote più profonde, compresi gli scogli a sud leggermente distanziati.
Non intendo fare l'elenco di tutto ciò che potremmo osservare, mi limito a sottolineare che la sua fama è del tutto meritata.
Meno conosciuta ma altrettanto affascinante è la secca detta Isuelina, chiamata così perché unita alla sorella maggiore da una sella in direzione di ponente. Il punto di congiunzione è intorno ai 40 metri, se la visibilità lo permette possiamo staccarci dal versante di ponente dell'Isuela già a 30 metri sorvolando nel blu la distanza che le separa fino a raggiungere il cappello a circa 34 metri.
I versanti a sud e a ponente dell'Isuelita sono caratterizzati da una grande caduta verticale che sfiora i 54 metri, mentre quelli verso terra e verso la sella presentano un'andamento più dolce, meno profondo, ma altrettanto interessante, proprio qui infatti possiamo ammirare uno dei pochi esemplari, presenti nel Promontorio, di falso corallo nero (Gerardia Savaglia) e le spugne a cannula della specie Axinella.
L'ambiente è simile a quello della vicina Isuela, ma certamente meno visitato, anche qui i gattucci lasciano le loro tracce e ogni spaccatura costituisce una tana per anguilliformi e crostacei.
Talvolta sul cappello è facile scorgere grandi saraghi, sorprendere dentici in caccia che sfruttano i grandi ventagli delle gorgonie come nascondigli strategici, e, con un po' di fortuna, ammirare il veloce passaggio di ricciole o palamite. Sulla strada del ritorno vale la pena soffermarsi a notare i giochi di luci e colori creati dall'incontro di alcune gorgonie, che sembrano volersi scambiare una carezza.
Infine le pareti dell'Isuela ci accompagneranno nelle prime fasi di decompressione alleggerendo la noia delle inevitabili soste obbligate.